Sul versante delle certificazioni mediche degli stranieri giungono buone notizie. È il primo dei temi che abbiamo affrontato. Ora ragioniamo sulla Runcard.

Mentre il tema delle certificazioni mediche degli stranieri sembra finalmente avviarsi a soluzione, con la presa in carico della Fidal e del sottosegretario Costa, rimangono sul tavolo parecchi altri problemi su cui Italia Road Running vuol continuare a provare a tracciare soluzioni.

Un tema fondamentale da affrontare è a nostro avviso la Runcard.

Con le modifiche alle regole Fidal No Stadia 2021, gli stranieri non hanno più l’obbligo del tesseramento Runcard, dunque l’osservazione va ora spostata per la Runcard sui Runner italiani, questione che interessa le società e gli organizzatori.

LA STORIA DELLA RUNCARD

Ripercorriamo in breve la nascita e l’evoluzione Runcard. La Fidal a suo tempo presentò il progetto come trait d’union e a favore di tutto il mondo della corsa, con l’obiettivo di aumentare la platea dei Runner, far scegliere sani stili di vita e creare spirito di gruppo.

Rispetto alle società nasceva con l’idea dichiarata di un passaggio transitorio per una crescita del movimento e una ‘cattura’ per le società di nuovi atleti.

Ora dopo alcuni anni si dovrebbe essere in grado di trarre un bilancio.

La Runcard nasce già con qualche difetto in origine che ha creato discriminazioni fra runcardisti e tesserati alle società Fidal.

Elenchiamoli:

– La tessera Fidal ha durata annuale 1.1-31.12, anche la Runcard ha durata annuale, ma a scorrimento: vale cioè un anno dalla data della sottoscrizione.

– La certificazione medica per i tesserati è un onere a carico del presidente della società che la deve conservare IN ORIGINALE per 5 anni. Per i Runcard l’onere è scaricato sugli organizzatori di gare, con upload di una scansione.

– I tesserati alle società hanno l’obbligo di correre con la divisa sociale, sanzionabile ove non rispettato, mentre tale obbligo non sussiste per i Runcard.

– I tesserati società in caso di cambio casacca devono versare un 25/50 euro (secondo se è nella stessa regione o in altra regione) alle società cui si ritesserano. Costi di trasferimento non previsti per i Runcardisti

– la tessera Fidal ha un costo di 20 euro (12 per il 2021 una tantum causa pandemia). La Runcard con varie convenzioni è stata ‘concessa’ a costi inferiori, persino in talune situazioni in svendita a 5 euro

A prescindere dagli obiettivi non realizzati di indirizzare verso le Societa questi ‘nuovi adepti’, si è creata una situazione diversa di tesserati Fidal passati alla Runcard. Questo si può facilmente verificare dando un’occhiata alla partecipazione delle gare: da quando è obbligatoria la maggior parte di gare ha visto infatti una diminuzione dei partecipanti.

La Runcard è da molti considerata una gabella , così la percepivano gli stranieri, non meno che gli italiani, che soprattutto per partecipare magari a una sola gara in un anno non ritengono di dover sostenere un ulteriore costo.

Per inciso mentre ha tolto iscritti alle società non dimentichiamo che essendo questo balzello sostitutivo delle tessere societarie, ha di fatto rappresentato un incasso per la Fidal Nazionale ma una perdita per i Comitati Regionali (infatti gli introiti dei tesseramenti con società sono in parte anche dei comitati regionali)

IL RAPPORTO CON GLI EPS (Enti di Promozione Sportiva)

Le società affiliate Fidal in sede di organizzazione sono vincolate. Le gare con distanze certificate (5-10-mezza e maratona) hanno infatti obbligo di partecipazione dei soli tesserati fidal (società o runcard) oppure EPS solo con Runcard EPS.

Sempre più il terreno, anche per questo, è invaso da EPS e in taluni casi da società che nulla hanno a vedere con gestione e promozione sportiva che direttamente chiedono alle amministrazioni pubbliche l’uso delle strade (che delle amministrazioni sono proprietà) in talune situazioni anche ricavandone da queste dei benefici economici in quanto iniziative volte a incrementare risultati turistici.

Appare importante dunque cercare accordi di definizione dei confini della reciproca attività con gli EPS.

Gli iscritti EPS devono pagare una doppia tessera (quella dell’EPS e la Runcard EPS a15 euro) per partecipare alle manifestazioni Fidal. In effetti poi a vario titolo sono anche gli EPS a organizzare gare, con tasse gara insignificanti e senza costi da trasferire agli Enti come avviene invece con Fidal. Un dubbio sorge spontaneo.

Se gli iscritti EPS potessero partecipare senza Runcard alle competizioni sulle distanze certificate 5-10-,maratona e mezza, potrebbe definirsi un confine alla concorrenza Fidal/EPS sull’organizzazione almeno di maratone e mezze, con uno scontato aumento dei partecipanti alle gare Fidal? Teniamo il dubbio?

COSA FARE ORA?

Che fare? Viene da suggerirne l’abrogazione tout court, ma è importante un esame ad ampio spettro.

C’è una cosa da considerare sul piano degli incassi federali: si può ipotizzare un tesseramento giornaliero valido per un solo evento (2/3 euro che comprenda una assicurazione pari a quella che copre i tesserati Fidal)  o un abbonamento annuo più favorevole per chi intenda partecipare a più manifestazioni ma senza vincolo societario direttamente alla Fidal. In ogni caso questo tesseramento non può essere in concorrenza sleale con il tesseramento alle società per durata e costo in nessun caso, anzi per spingere alla successiva affiliazione ad una società, dovrebbe prevedere un costo crescente nel tempo.

Database dei tesserati: da associare a queste ipotesi di lavoro riteniamo che Fidal dovrebbe aggiornare il sistema informatico di tesseramento prevedendo una app simile a quella già esistente per Runcard, anche per i tesserati Fidal. In questo modo sarebbe facilmente consultabile in tempo reale dai vari organizzatori la situazione di ciascun atleta, in merito a tesseramento ed a scadenza certificato medico.

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